|
|
|
 |
| Gela,24 Aprile 2008 - Richiesta di modifiche al PRG del Comune di Gela
|

Nel mese di Marzo 2008 nei locali della CGIL, dove erano presenti le più alte cariche Locali, Provinciali e Regionali del Sindacato fu stabilito di chiedere all'amministrazione Comunale, tramite l'Assessore Ing. Ugo Granvillano, l'inserimento del Progetto Interporto nel nuovo piano regolatore della città di Gela. L’altro ieri, il presidente del consiglio comunale dietro sollecitazione del Sindaco, chiedeva al consiglio comunale di Gela la tempestiva approvazione del nuovo piano regolatore senza fare alcun riferimento all'inserimento del progetto di massima dell' Interporto. Da questa notizia si sono alzati gli scudi della nostra associazione che chiede pubblicamente notizie certe al Sign. Sindaco e al Presidente del Consiglio Comunale su quale fine abbia fatto il progetto di massima dell'Interporto presentato e protocollato presso il Comune di Gela in data dell'otto ottobre 2007 e se lo stesso progetto è stato consegnato a tutti i consiglieri Comunali per esaminarlo come previsto dalla norma vigente. Chiediamo inoltre al Presidente del Consiglio Comunale di Gela, che venga convocata una riunione monotematica del civico consenso per conoscere se il progetto per la costruzione del nuovo porto rifugio abbia superato tutto l'iter burocratico per andare in gara e se il progetto Interporto è stato inserito nel nuovo piano regolatore. In tale contesto e alla prossima riunione del civico consenso del Comune di Gela, chiediamo la presenza autorevole del Deputato Regionale neo eletto On. le Pino Federico appartenente al Movimento per l’autonomia del Presidente della Regione Sicilia On.le Raffaele Lombardo, in modo che si faccia garante e sia punto di riferimento per tutto il consiglio comunale di Gela presso la Regione Sicilia per dare quella spinta necessaria in sede regionale per la realizzazione delle infrastrutture marittime (Nuovo Porto Rifugio e Interporto). In tale contesto facciamo notare che l'ufficio progetti della nostra Associazione INTERPORTO composto dall'Ing. Ugo Lo Piano, l'Ing Rosario Agati e da altri prestigiosi professionisti ha in corso di realizzazione un progetto di massima da presentare al Comune di Gela e alla Capitaneria di Gela inerente l'ubicazione di nuovi posti auto nell'area demaniale che va dal fiume Gela fino al club Vela. Da una nostra attenta analisi è stato rilevato che si possono ricavare tra gli 8.000 e i 12.000 posti auto, considerato che vi sono punti di demanio che raggiungono quasi 400 metri dal mare, creando dei posteggi in terra battuta con un investimento irrisorio (come l'attuale posteggio ex Lido La Conchiglia). Questo eviterebbe di compromettere il meraviglioso ed essenziale verde composto da macchia mediterranea e da alberi secolari (polmone ed ossigeno della città di Gela) che va dal costruendo posteggio Arena fino sotto le mura di Caposoprano. In tale contesto si è pensato di bonificare il fiume Gela rendendolo navigabile per un Km solo per le piccole imbarcazioni da diporto. Inoltre all’interno del fiume Gela, bonificato e dragato, si creerebbero tra i 500 e i 1000 posti barca. Strano risulta il silenzio degli ambientalisti per la l’attuale realizzazione di parcheggi in pieno centro storico e a Caposoprano, portatori di inquinamento e di malattie all’apparato respiratorio. L’idea dei nostri progettisti è di creare un grande HUB per auto adibito a posteggi nell’area demaniale che costeggia il fiume Gela e fino al Club la vela, lasciando circa 50 metri di spiaggia come area di rispetto per le esigenze balneari dei bagnanti e lasciando immutata l’ attuale ubicazione dei lidi. Le risorse finanziarie ci sono, considerato che il ministero dell’Ambiente le sta già erogando al Comune di Gela per la creazione di aree adibite a verde. La parte di demanio che si vuole utilizzare per i posteggi auto, trattasi di terra inquinata dagli scarichi fognari e non utilizzabile per la sosta balneare dei bagnanti. In tal modo posteggiando migliaia di auto nell’area demaniale, nella via Federico II si eviterebbe di parcare le auto, agevolando in tal modo la stessa viabilità e le attività commerciali ubicate nel nostro lungomare. L’area verde della fascia costiera che va dal posteggio ARENA e costeggia la Via Istria, Corso S. Aldisio,Via Ettore Romagnoli e quasi fino alle MURE DI CAPOSOPRANO, la stessa potrà essere lasciata ai legittimi proprietari privati con l’obbligo per gli stessi proprietari di pulizia, disinfestazione e di piantumazione dei loro piccoli lotti di terreno evitando di appesantire ulteriormente le casse Comunali. Creando in tal modo una fascia costiera visibile dal mare, dal lungomare e dalle vie soprastanti piena di alberi e fiori e soprattutto curata e disinfettata a dovere per evitare l’attuale ricettacolo di topi, insetti e serpenti. Purtroppo ci risulta che l’Arch. URBANI nel nuovo piano regolatore ha destinato, quel poco verde privato rimasto nella sottostante via Istria in altri parcheggi auto da costruire oltre al costruendo parcheggio ARENA. Allucinante e fuori dal tempo, come se Gela si dovesse svilupparsi solo negli angusti spazi del centro storico già intasato e massacrato dai gas delle auto che vi circolano e con la variante che il Tribunale con tutta la sua utenza e il suo personale si sposterà a breve vicino il fiume Gela. Non si capisce come mai, nelle grandi città vengono imposti i pass ecologici di accesso al centro storico e a Gela invece si costruiscono parcheggi auto senza tenere conto del grave danno che gli stessi arrecano alla gente e all’ambiente. Ci pare che a Gela vi sia poca programmazione e si faccia a volte uso del pubblico denaro solo per sbalordire con opere pubbliche non necessarie ai bisogni primari dei cittadini. Inoltre pur di sbalordire si calpestano a volte i diritti di coloro che sono indifesi. Ci chiediamo perché effettuare degli esosi espropri in pieno centro storico a spese e a danno dell’intera collettività, considerato che i proprietari dei piccolissimi lotti di terreno in centro storico (qualche centinaio di metri) ambiscono solo ad avere un po’ di verde di loro proprietà da curare per far respirare se stessi e i loro figli con benefici enormi anche per i residenti dell’area interessata. E’ GRAVE ASSISTERE, IN PIENO CENTRO STORICO, ALL’ABBATTIMENTO DEGLI ULTIMI ALBERI E DI MACCHIA MEDITERRANEA RIMASTA (POLMONE E OSSIGENO PER LA CITTA’) A FAVORE DELLA CEMENTIFICAZIONE E PER AGEVOLARE LA COSTRUZIONE DI INUTILI E COSTOSISSIMI PARCHEGGI AUTO, PORTATORI DI MALATTIE RESPIRATORIE, TUMORI E MALFORMAZIONI NEONATALI. I NOSTRI AMMINISTRATORI LOCALI DOVREBBERO PRIMA CONSULTARE I RESIDENTI DELLE AREE INTERESSATE E POI DECIDERE SE COSTRUIRE O NO. IN CITTA’ NON VI POSSONO ESSERE CITTADINI DI SERIE “A” AI QUALI TUTTO GLI E’ DOVUTO E CITTADINI DI SERIE “B” AI QUALI VIENE NEGATO ANCHE L’ESSENZIALE. LA DEMOCRAZIA E’ DIRITTI E DOVERI UGUALI PER TUTTI. CONCLUDIAMO, PROTESTANDO VIBRATAMENTE PER LA MANCATA CONVOCAZIONE E CONSULTAZIONE, IN FASE DI REDAZIONE DEL PRG, DELLA NOSTRA ASSOCIAZIONE DA PARTE DELL’ARCH. URBANI. Distinti saluti
Associazione INTERPORTO del Golfo di Gela Via XXIV Maggio,70 - 93012 Gela (CL) - Italy (EU) Ph 0933901106 Fax 0933902248 0933901261 Internet Email : info@interportogela.com Official Web : www.interportogela.com President: Dott. Marco Fasulo - Mob 393356700675
|
|
 |
|
|
|
 |
| Gela,18 Aprile 2008 - Auguri ai deputati eletti
|
090806.JPG)
Augurando buon lavoro ai neo deputati all'ARS eletti nella nostra città di Gela, On.le Federico, On.le Speziale, On.le Donegani e estendendo lo stesso augurio ai Deputati all'ARS eletti nella provincia di Caltanissetta On.le Torregrossa, On.le Maira e On.le Aronica con un augurio particolare all'On.le Pagano eletto alla Camera. Speriamo che gli stessi si facciano carico delle seguenti priorità nella città di Gela e nella provincia di Caltanissetta:
- Costruzione nuovo Porto Rifugio di Gela
- Inserimento nel PRG, progetto esecutivo e Costruzione dell'INTERPORTO di Gela
- Costituzione Ente Porto
- Elevazione dell'ufficio Doganale a Dogana Principale
- Elevazione dell'ufficio di Sanità Marittima a ufficio Principale
- Potenziamento delle reti Stradali e Ferroviare nella Provincia di Caltanissetta
- Creazione di un'Autoporto nella città di Caltanissetta connesso con l'Interporto di Gela
L'ufficio Stampa - Associazione Interporto del Golfo di Gela
|
|
 |
|
|
|
 |
| Gela,15 Aprile 2008 - Auguri al neo Eletto all'ARS On.le Federico
|
![200832110926_Federic[1].jpg](/Portals/0/200832110926_Federic[1].jpg)
Auguri al neo eletto On.le Federico, sperando fermamente che le promesse fatte in campagna elettorale si tramutino in fatti concreti come la costruzione del Nuovo Porto Rifugio e del futuro INTERPORTO di Gela opere essenziali per lo sviluppo economico del nostro territorio.
Associazione Interporto del Golfo di Gela
Il Presidente - Dott. Marco Fasulo
Via XXIV Maggio,70 - 93012 Gela (CL) - Italy (EU) 1 GMT Phones 390933901106 Telefax 390933902248 390933901261 Internet Email : info@interportogela.comOfficial Web : www.interportogela.comOfficial ICQ ID : 318900257 Tax identification number: 90016150857
President: Dott. Marco Fasulo - Mob 393356700675
|
|
 |
|
|
|
 |
| Gela, 14 Aprile 2008 - Auguri all'On.le Lombardo e all'On.le Berlusconi
|
Auguro al Presidente Raffaele Lombardo (Regione Sicilia), e al Presidente Berlusconi (Capo del nuovo Governo Centrale) buon lavoro e che le loro promesse si trasformino nella realizzazione di infrastrutture in Sicilia compresa la costruzione del Nuovo Porto Rifugio di Gela e dell' INTERPORTO di Gela opere pubbliche che porterebbero alla Sicilia e alla città di Gela migliaia di nuovi posti di lavoro, creando in tal modo un grande HUB Intermodale di smistamento merci nel mediteranneo ed esattamente quasi al centro del canale di Sicilia dove ogni anno transitano circa 40.000 unità navali all'anno provenienti gran parte dal canale di Suez e dallo stretto di Gibilterra.
Associazione Interporto del Golfo di Gela
Il Presidente - Dott. Marco Fasulo
Via XXIV Maggio,70 - 93012 Gela (CL) - Italy (EU) 1 GMT Phones 390933901106 Telefax 390933902248 390933901261 Internet Email : info@interportogela.comOfficial Web : www.interportogela.comOfficial ICQ ID : 318900257 Tax identification number: 90016150857
President: Dott. Marco Fasulo - Mob 393356700675
|
|
 |
|
|
|
 |
| Gela,14 Marzo 2008 - Condoglianze all'on.le Raffaele Lombardo per la perdita del proprio padre
|
Porgo le mie più sentite condoglianze per la scomparsa della proprio padre al Presidente del Movimento MPA On.le Raffaele Lombardo. Mi associo al dolore dell'On.le Lombardo, conoscendo bene il dolore che si prova con la perdita del proprio Padre.
Dott. Marco Fasulo - Presidente Associazione Interporto del Golfo di Gela
|
|
 |
|
|
|
 |
| Condoglianze all'On.le Gianfranco Fini
|
Gela, 08 Febbraio 2008 - “ Porgo le mie più sentite condoglianze per la scomparsa della propria madre al Presidente di An On.le Gianfranco Fini
Associazione INTERPORTO del Golfo di Gela - Il Presidente - Dott. Marco Fasulo
|
|
 |
|
|
|
 |
| Condoglianze alla Famiglia Berlusconi
|
Gela, 4 febbraio 2008 – “In questo momento di profondo dolore nessuna parola riesce a colmare la perdita di una madre. Porgo le mie più sentite condoglianze al Presidente Berlusconi, al fratello Paolo, alla sorella Antonietta e a tutti i familiari”.
Associazione INTERPORTO del Golfo di Gela - Il Presidente - Dott. Marco Fasulo
|
|
 |
|
|
|
 |
| Gela, 09 Febbraio 2008 - QUANDO I POTERI FORTI SI COMBATTONO, I DEBOLI SOFFRONO
|
.JPG)
COMITATO DI EMERGENZA DEL PORTO DI GELA Il Presidente – Orazio Consiglio Tel 3471723264 Telefax 1782792173 Email: orazio.consiglio@tiscali.it Web: orazio-consiglio.blogspot.com
Al sig. Sindaco del Comune di Gela
Ai sigg. Segretari Sindacali di Gela
Alle forze politiche locali di Gela
Al sig. Amministratore delegato della Raffineria di Gela
Agli Organi di informazione di Gela
Il nuovo sequestro del parco coke dell’isola 29 della Raffineria di Gela ha dato il colpo di grazia alla già fatiscente struttura portuale gelese con un’ulteriore calo di arrivi di unità navali nel porto di Gela colpendo duramente la locale economia generale e lo stesso indotto industriale, oltre l’economia del Porto di Porto Empedocle. Il settore dei trasporti su gomma è oramai in agonia e fermo da più di un mese con tutte le disastrose conseguenze economiche. A breve la Raffineria di Gela dovrà fermare altri impianti generando il totale panico alla già disastrata economia gelese. Tale situazione di precarietà e di mancanza di lavoro ha creato un grave stato di emergenza nella città di Gela, generando nei gelesi l’esigenza di abbandonare la città e di non fare alcun investimento. La città di Gela ha oramai un tasso di disoccupazione che ha superato i livelli di guardia, preoccupante anche per la stessa sicurezza dei cittadini; i giovani e i meno giovani senza alcuna prospettiva di lavoro sono facile preda della mafia e della criminalità comune. Forte è il rischio di fallimento delle imprese della città di Gela. Questo COMITATO DI EMERGENZA DEL PORTO DI GELA invita il Sindaco Rosario Crocetta, quale garante dei diritti dei lavoratori, le forze sindacali e politiche, il gruppo Eni ad una riunione per sostenere tutte quelle iniziative utili alla risoluzione del gravoso problema economico degli autotrasportatori, del personale dipendente, dei servizi e degli operatori portuali. Invita altresì gli stessi organismi, durante la fase della trattativa, ad istituire un organismo istituzionale per rivendicare i mancati investimenti del nuovo porto rifugio e il mancato inserimento nel piano regolatore del progetto Interporto. Tali investimenti ed opere farebbero risorgere l’intera economia del territorio gelese e della stessa SICILIA. La storia insegna che il volano dell’economia integrata è rappresentata dai trasporti intermodali e dalle autostrade del mare. In Sicilia, forze occulte politiche e non, hanno deciso di remare contro gli interessi del nostro territorio e di Gela. I cittadini sono disperati per la mancanza di lavoro, molti dei quali rischiano di diventare preda della MAFIA e della CRIMINALITA’. La mancanza di lavoro genera solo disperazione, aggressività, mancato rispetto delle regole e del vivere civile e agevola esclusivamente le consorterie mafiose e criminali che ingrassano le file del loro esercito a basso costo e a rendere la vita impossibile alla intera comunità, trasformando in tal modo la città nell’anfiteatro dell’inferno ed invivibile.
Gela 09 Febbraio 2008
COMITATO DI EMERGENZA DEL PORTO DI GELA Il Presidente – Orazio Consiglio
Tratto integralmente dal sito Web: orazio-consiglio.blogspot.com
|
|
 |
|
|
|
 |
| Gela, 15 Gennaio 2008 - Dove si sono nascosti i Politici ?
|
.JPG)
Ringraziamo le Forze Politiche che non stanno muovendo nessun passo per la gara di appalto del Nuovo Porto Rifugio, per l’inserimento del Progetto Interporto nel nuovo Piano Regolatore, per la Zona Franca e per Gela Provincia, e non riusciamo a comprendere come mai nessuno informa la città di Gela su che fine hanno fatto i finanziamenti pari a circa 68 Milioni di Euro di già erogati per la costruzione del Nuovo Porto Rifugio. Invece i nostri cari politici riappaiono puntualmente a ogni competizione elettorale ritornano Bambini e ritrovando quella fantasia che ha del geniale, ed uscendo fuori dal cassetto progetti e opere faraoniche che mai saranno realizzate per illudere noi poveri e creduloni cittadini. La Città di Gela chiede certezze e fatti concreti, ai nostri signori Politici, che diano al nostro martoriato territorio serenità. Il porto di Gela e la città stanno vivendo questi ultimi anni nelle emergenze continue (Sequestro parco serbatoi Anno 2002, mareggiata con conseguente distruzione della diga foranea anno 2004, sequestro parco Coke anno 2008) I cittadini della città di Gela vogliono Politici fattivi che rinunciano ai loro privilegi economici a favore della città, che facciano meno proclami e che lavorino fattivamente per portare concreto sviluppo economico alla città di Gela. Ricordiamo che i Signori Politici sono alle dipendenze del Popolo Sovrano che di conseguenza li può licenziare, non votandoli, per il prossimo rinnovo del loro mandato elettorale per inefficienza dimostrata nel loro posto di lavoro come qualsiasi lavoratore con contratto a tempo determinato per non aver fatto gli interessi pieni della propria azienda. Oggi con il sequestro del Parco Coke Isola 29 della Raffineria di Gela, i nostri politici stanno dimostrando tutta la loro inefficienza non difendendo i posti di lavoro che si stanno giornalmente perdendo nel settore dei trasporti e nell’ambito portuale e nel frattempo i lavoratori del settore colpito soffrono le pene dell’inferno per poter pagare tutti gli impegni assunti trovandosi ai limiti della stessa sopravivenza. E’ inaccettabile che per ogni governo che cambia, vengono cambiate anche le stesse norme e gli unici a dover soffrire sono i poveri, onesti ed indifesi lavoratori. Chi sta al potere guarda con la pancia piena per poi lanciare dalla sua bandita tavola qualche avanzo al fortunato e povero lavoratore affamato e non a tutti logicamente ( questo avveniva nel medioevo, altro che rinascimento? ). Ricordiamo che oggi l’unica concreta certezza presente nel nostro territorio è la Raffineria di Gela (Gruppo ENI) che garantisce il pane quotidiano a diverse migliaia di lavoratori tra diretto ed indotto, il resto sono solo progetti e sogni che forse un giorno tutti uniti potremo realizzare. Distinti saluti
Associazione INTERPORTO del Golfo di Gela
Via XXIV Maggio,70 – 93012 Gela (CL)
Dott. Marco Fasulo - Presidente
|
|
 |
|
|
|
 |
| Gela, 14 Gennaio 2008 - COSTITUITO COMITATO DI EMERGENZA PORTO DI GELA
|
.jpg)
COMITATO DI EMERGENZA DEL PORTO DI GELA
COMUNICATO STAMPA
Il sequestro del parco coke dell’isola 29 della Raffineria di Gela ha messo in ginocchio la già fatiscente struttura portuale Gelese con un calo immediato dello 80% di arrivi di unità navali nel porto di Gela colpendo anche l’economia portuale del porto di Porto Empedocle. Il settore trasporti su gomma ha già subito un’immediata riduzione di lavoro del 100%. Gli investimenti effettuati dal 2005 nel settore dei trasporti su gomma per adeguare i mezzi alle attuali vigenti norme sono pari a diversi milioni di euro, i quali con la chiusura dell’isola 29 saranno vanificati nel tempo. Gli stessi camionisti già da oggi soffrono i mancati incassi, onde poter far fronte agli impegni economici assunti per garantire i servizi essenziali alla Raffineria. Ogni ora di parziale chiusura della Raffineria di Gela genera nuova disoccupazione in un territorio già martoriato dalla Criminalità, dalla Mafia e dalla galoppante disoccupazione che è oggi a Gela la più alta in Italia. I Mancati investimenti nelle infrastrutture portuali del golfo di Gela (Porto e Interporto) hanno inoltre generato grande preoccupazione nella categoria portuale, nella categoria dei trasporti e delle gente comune dato che non vengono garantite per il futuro nuove prospettive di lavoro. Tra qualche giorno anche la Raffineria di Gela dovrà fermare altri impianti creando il totale panico economico prima a tutto l’indotto e poi anche al personale diretto dello stabilimento e all’intera e già disastrata economia Gelese. Questa situazione di continua emergenza nella città di Gela ha generato nella gente la voglia di abbandonare la città e di non fare alcun investimento. La città di Gela oggi rischia la totale chiusura per fallimento. Quale avvenire hanno i nostri giovani se già a coloro che un tempo lavoravano oggi sono disoccupati? Codesto COMITATO DI EMERGENZA DEL PORTO DI GELA costituito in data odierna, chiede un’immediata convocazione con i Vertici di Eni, con il Sindaco di Gela e con sua Eccellenza il Sgr. Prefetto di Caltanissetta per sapere con quali mezzi pagare tutti gli impegni economici assunti e il personale addetto. Precisiamo che le categorie immediatamente colpite sono quelle inerenti il settore dei trasporti dove operano migliaia di addetti. Si proclama già da oggi lo stato di agitazione per l’attuale situazione economica creata dal sequestro del parco coke dell’Isola 29 della Raffineria di Gela.
Gela 12 Gennaio 2008
Associazione INTERPORTO del Golfo di Gela
Via XXIV Maggio,70 – 93012 Gela (CL)
Tel 3204278935 Tel/Fax 0933901261
Il Presidente – Dott. Marco Fasulo
Cooperativa COSIT a r.l.
Il Presidente – Salvatore Bellavia
Consorzio CA.LE.SI.
Il Presidente – Burgio Antonino
Firmato
|
|
 |
|
|
|
 |
| Gela,12 Gennaio 2008 - Sequestrato Parco Coke Isola 29 Raffineria di Gela
|

Il Pet-coke torna a far tremare la città. E’ dei giorni scorsi, infatti, la notizia di un’inchiesta della magistratura di Taranto, che ha affidato ai carabinieri del Nucleo operativo ecologico (Noe) di Catania il sequestro del parco carbone, all’Isola 29 dello stabilimento gelese. Si è rischiato il blocco totale della fabbrica, perchè i carabinieri, non conoscendo il ciclo produttivo, stavano per porre sotto sequestro tutti i depositi del coke, il che avrebbe significato la fermata degli impianti vitali dello stabilmento. L'indagine giudiziaria ha preso le mosse dalla scoperta di una partita di Pet-coke proveniente dallo stabilimento gelese, transitata in Puglia e destinata alla commercializzazione estera. Per gli inquirenti, quel tipo di Pet-coke non sarebbe legale, superando la soglia del 6% di zolfo. Il Pet-coke, prodotto a Gela come scarto dalla raffinazione del petrolio e utilizzato per alimentare la centrale elettrica dello stabilimento, tempo fa (si era nel 2003) era stato oggetto di attenzione da parte del governo Berlusconi, che sotto la pressione della popolazione insorta per il ventilato rischio di chiusura della fabbrica, e degli ambientalisti che ne volevano la messa al bando, ma soprattutto per la posizione intransigente della locale magistratura che minacciava di mettere i sigilli allo stabilmento, intervenne con una legge speciale, per consentirne l’uso come combustibile, purchè trattato con appositi sistemi di abbattimento delle emissioni. L’Eni potè utilizzare quella legge grazie alle potenzialità del suo megaimpianto Snox costruito per l’abbattimento dei fumi, un grande camino costato oltre 250 miliardi delle vecchie lire. E la fabbrica si salvò. “Confidiamo nel buon esito della vicenda – ha detto il direttore della raffineria, ing. Giuseppe Ricci (foto sopra, a destra) con il presidente Lenzi) –. Con la magistratura abbiamo sempre avuto un rapporto di massima trasparenza e di collaborazione. Putroppo, quando si parla di Pet-coke nascono sempre dei problemi”. Soddisfazione per iniziativa della magistratura è stata invece espressa dagli ambientalisti locali, tornati sul piede di guerra.
Autore : Redazione Corriere
Tratto dal Corriere di Gela
|
|
 |
|
|
|
 |
| Gela, 01 Ottobre 2007 - “Il denaro o rapiamo tuo figlio”, Due arresti a Gela
|
.JPG)
“Il denaro o rapiamo tuo figlio”, Due arresti a Gela
Due pregiudicati, uno dei quali per mafia, sono stati arrestati a Gela (Caltanissetta) quali responsabili di una tentata rapina commessa lo scorso 27 agosto ai danni dell’imprenditore Fabio Fasulo, sotto la minaccia che, se avesse resistito, avrebbero rapito il figlio di 8 anni.
Si tratta dei gelesi Giuseppe Vincenzo Nocera, 53 anni, sorvegliato speciale con obbligo di soggiorno di tre anni, con precedenti per associazione a delinquere di stampo mafioso, reati contro la persona e il patrimonio; e Salvatore Nocera, 19 anni, pregiudicato per reati contro il patrimonio. Le manette sono scattate all’alba su ordine del Gip Lirio Conti. In base alle indagini, insieme ad altri tre complici tuttora ignoti, hanno minacciato e ferito l’imprenditore e il figlioletto per impossessarsi della valigetta 24 ore che la vittima portava con sé e che sospettavano fosse piena di denaro.
|
|
 |
|
|
|
 |
| Gela, 30 Agosto 2007
|
SOLIDARIETA' AL DOTT. FABIO FASULO PER IL GRAVE ATTO CRIMINOSO
Il presidente dell’Associazione INTERPORTO del Golfo di Gela, Dott. Marco Fasulo, ringrazia la Magistratura, e le forze dell’ordine per il loro fattivo lavoro alla ricerca dei 5 balordi Criminali che con la loro selvaggia azione terroristica e criminosa hanno messo in pericolo la vita del Dott. Fabio Fasulo e del proprio figlio di anni 8. Si esprime inoltre solidarietà al Dott. Fabio Fasulo e a tutta la famiglia per il gravissimo episodio. La nostra associazione chiede allo stato che venga assegnata immediatamente una scorta all’agente marittimo Dott. Fabio Fasulo, e che il territorio e il porto di Gela siano oggetto di continui controlli per evitare che ulteriori episodi criminosi di tale ferocia terroristica e criminosa possano nuovamente accadere. Non riusciamo inoltre a comprendere come mai la piazza Umberto al momento dell’accaduto non era presidiata da pattuglie delle forze dell’ordine e che tale atto sia potuto accadere in pieno centro storico e che i Criminali abbiano avuto tanto spazio di tempo per poter portare a termine parte della loro azione Criminosa. Chiediamo al Governo centrale l’invio immediato dei militari nel territorio di Gela
|
|
 |
|
|
|
 |
| Gela,10 Luglio 2007
|
.JPG)
Nel corso della riunione del 9 Luglio 2007 dei rappresentanti dell’Associazione Interporto del Golfo di Gela con i vertici di ITALIA DI MEZZO, alla presenza dell’Assessore alle Infrastrutture del Comune di Gela ing. Ugo Granvillano, dei consiglieri Collorà e Ferrara, del segretario della Margherita ing. Renato Cassarà, del segretario dello SDI prof. Pietro Lenza e di altri esponenti della società civile della Città, sono state messe a fuoco le problematiche connesse alla realizzazione dell’interporto, strategica infrastruttura commerciale che rappresenta non solo per Gela ma per l’intero comprensorio una importante opportunità di sviluppo. In particolare è stata individuata la strategia da mettere in atto per scegliere il percorso da seguire per la realizzazione del progetto. In una prima fase sarà necessario il coinvolgimento delle forze sociali e di quelle politiche prima locali e poi provinciali e regionali per la condivisione dell’iniziativa. Tutti hanno concordato sulla necessità del coinvolgimento dell’Amministrazione Comunale che ha manifestato, tramite l’Assessore Granvillano, la piena disponibilità all’iniziativa. Anche Italia Di Mezzo, tramite l’ing. Renato Mauro, ha condiviso il progetto che già faceva parte del programma del partito ed inserito nel programma di governo della coalizione. Tutti gli interventi degli esponenti politici su menzionati sono stati concordi nel condividere il progetto e la strategia da seguire. Il gruppo di lavoro dell’Associazione Interporto del Golfo di Gela è il seguente:
Gruppo tecnico
dott. ing. Rosario Agati
dott. ing. Ugo Antonio Lo Piano
dott. arch. Felice Cassarà
Nuccio Ferro L/do in ingegneria
dott. arch. Manuel Granvillano
dott. ing. Antonio Catalano
dott. ing. Angelo La Ferrera
geom. Francesco Agati
geom. Angelo Tabbì
geom. Massimo De Simone
Gruppo Legale Amministrativo:
avv. Angelo Fasulo
avv. Calogero Giardina
avv. Gianfranco Mancuso
dott. Nicola Nicoletti
Gruppo economico finanziario
dott. Giuseppe Nicoletti
dott.ssa Anna Giudice
dott. Francesco Brentino
dott. Gaetano Lorefice
Gruppo tecnico-gestionale
dott. Marco Fasulo
dott. Alessandro Lo Piano
geom. Francesco Agati
dott. Davide Nicoletti
Comunicato Stampa del 9 Luglio 2007 a firma del presidente Ass. INTERPORTO - Dott. Marco Fasulo
|
|
 |
|
|
|
 |
| Gela,28 Giugno 2007 - L'Antimafia approda nel Porto di Gela
|
.JPG)
Il presidente dell’Associazione INTERPORTO del Golfo di Gela, Dott. Marco Fasulo, ringrazia Padre Luigi Petralia parroco della chiesa Santa Lucia e il Sindaco di Gela Rosario Crocetta, che con il coraggio che li contraddistingue hanno chiesto con forza e pubblicamente, giorno 24 giugno 2007 al convegno Antimafia organizzato dalla Parrocchia Santa Lucia alla presenza di alte cariche dello stato, che anche nel porto di Gela venga applicato che ogni sei mesi e a tutte le imprese marittime, agli operatori portuali, ai loro dipendenti ai collaboratori e a tutti coloro che ricevono autorizzazione di permesso di accesso nel porto Isola di Gela e nel Porto Rifugio e a bordo venga richiesto il certificato Antimafia aggiornato ogni sei mesi. In tale modo e con questa dettagliata richiesta che l’istituzioni si impegneranno a mettere in atto si creeranno le condizioni che nel porto di Gela nessun Mafioso possa operare nel sito portuale ubicato nel territorio di Gela
|
|
 |
|
|
|
 |
| Gela,22 Giugno 2007 - PRESENTAZIONE DEL PROGETTO DI MASSIMA DELL’INTERPORTO DI GELA
|
.JPG)
Al Sgn Sindaco della Città di Gela Rosario Crocetta
Si comunica alle S.V.I. che è stato realizzato il progetto di massima dell’INTERPORTO di Gela redatto e curato gratuitamente dall’Ing. R. Agati, Ing. N. Ferro, Geom. F. Agati e da altri illustri e stimati tecnici. I suddetti professionisti ritengono opportuno donare alla città di Gela e alla intera provincia di Caltanissetta la progettazione di massima di tale imponente opera, che porterà al territorio migliaia di nuovi posti di lavoro.- Si invita il Sindaco della città di Gela, già protagonista del rinascimento della città del Golfo a coordinare e a fissare la data di presentazione del progetto di massima.
|
|
 |
|
|
|
 |
| Gela,24 Aprile 2007 - INTERPORTO UNICA RISORSA ECONOMICA DELLA CITTA’ DI GELA
|

A seguito delle notizie apprese dagli organi di informazione, abbiamo modo di rilevare in maniera inequivocabile che le forze politiche hanno messo fuori da ogni investimento e principalmente dai trasporti intermodali la città di Gela, il golfo di Gela e di conseguenza tutta la provincia di Caltanissetta, essendo il porto di Gela l’unico sbocco a mare della provincia di Caltanissetta. Leggendo tra le righe di alcuni quotidiani locali apprendiamo che il porto rifugio di Gela necessita nuovamente di escavazione dei propri fondali perché insabbiati come è insabbiato lo stesso progetto di ampliamento che giace nei meandri burocratici della REGIONE SICILIA. Si evidenzia in tale contesto che gli Interporti di Catania e Termini Imerese sono fuori dalle rotte Ideali del Mediterraneo, dato che tali rotte si trovano nel canale di SICILIA a circa un ora di navigazione dal GOLFO di Gela. Precisiamo che Gela trovandosi vicino alle rotte ideali del mediterraneo e a un ora di navigazione dal canale di Sicilia dove passano circa 40.000 unità navali all’anno e di queste nessuna scala a Gela, dato che Gela non è dotata di un porto agibile e dei servizi essenziali per rifornire tali navi che passano dal famoso canale di Sicilia centro STRATEGICO del MEDITERRANO. Le famose autostrade del Mare sono convenienti ma prima si devono creare a terra le infrastrutture portuali, stradali e ferroviarie necessarie al territorio di Gela e alla provincia di Caltanissetta. Precisiamo che nel golfo di Gela non vi sono strutture portuali idonee ad ospitare navi containers (il presente ed futuro del trasporto marittimo). Inoltre le aree che dovranno essere bonificate sono ideali per far nascere le aree necessarie per i terminal containers dato che vicino a tali aree vi è la linea ferrata, l’energia elettrica, le strade, e gli spazi necessari sfruttando le aree Bonificate, le aree dell’ASI e le aree della grande Pianura Gelese per le esigenze logistiche del trasporto intermodale. Il trasporto intermodale non inquina, ma anzi crea ricchezza e possibilità di scambio di merci anche per le piccole aziende oggi messe fuori dagli attuali ed enormi costi di trasporto. Facciamo notare che la provincia di Caltanissetta dovrebbe attrezzarsi con il potenziamento delle linee ferroviarie e delle proprie strade in modo da fare sistema con tutte le imprese presenti e con le future industrie ed imprese che potranno ubicarsi nel territorio di Gela e della provincia di Caltanissetta se le istituzioni punteranno ad investimenti sulle infrastrutture cosa che oggi non è. Parlare di ZONA FRANCA a Gela è doveroso, ma senza avere un grande PORTO agibile ed IDONEO ci pare solo pura propaganda elettorale. Vorremmo far rilevare al futuro SINDACO della città di Gela che con L’INTERPORTO a Gela e creando le condizioni di approdo per le navi di passaggio nel canale di SICILIA si creeranno diverse migliaia di nuovi posti di lavoro nel nostro territorio. Qualsiasi impresa prima di ubicarsi in un territorio verifica se vi le condizioni ideali per ubicarsi, che sono, facile reperimento di mano d’opera specializzata, facile reperimento di materie prime e potenti vie di comunicazioni al mancare di quest’ultima qualsiasi impresa che si ubica nel territorio di Gela è destinata prima o poi a soccombere alle spietate leggi di mercato e alla concorrenza delle potenze economiche emergenti.
Lettera aperta inviata dal Dott. Marco Fasulo, Presidente dell'Ente INTERPORTO del Golfo di Gela, a tutte le forze Politiche e Sindacali Locali, Provinciali, Regionali e Nazionali
|
|
 |
|
|
|
 |
| Gela 21 Aprile 2007 - I soldi dell'Iri dal Ponte sullo Stretto alla Tav e l'INTERPORTO DEL GOLFO di Gela fa gola ai soliti ladroni che lo boicottono
|
I soldi dell'Iri dal Ponte sullo Stretto alla Tav e l'INTERPORTO DEL GOLFO di Gela fa gola ai soliti ladroni che lo boicottono per impadronirsene loro di tale grandiosa opera che porterebbe diverse centinaia di milioni di euro creando benessere e Legalità nell'intera Sicilia e alla città di Gela che diverrebbe zona franca con il libero mercato del 2010

L'avventura del Ponte dello Stretto di Messina, iniziata nel 1971 con l'istituzione della società pubblica Stretto di Messina, sembra proprio che stia definitivamente terminando sotto i colpi dell'attuale classe dirigenza. Non è facile buttarsi alle spalle ben trent'anni di trattative, di accordi politici ed economici per la realizzazione di un'utopia quasi compiuta, per poi riconvertire tutto: appalti, finanziamenti e società nate e vissute sino ad ora in funzione di quel Ponte. Il no al Ponte sullo Stretto di Di Pietro e Prodi all'indomani della vittoria del centrosinistra non è un semplice rinvio a data da stabilirsi, ma una definitiva archiviazione del progetto, smantellando tutto il meccanismo che era da anni in azione per la costruzione di "una grande opera" così controversa.
Innanzitutto la società Stretto di Messina, partecipata per il 67,6% dalla Fintecna, da Anas (12,38%), Rfi (12,99%) e le Regioni Sicilia e Calabria ( 3,79% ciascuna ) molto probabilmente verrà posta sotto il controllo dell'Anas, che la incorporerà. Non casualmente è giunta recentemente la notizia della nomina come di presidente dell'Anas,Pietro Ciucci amministratore delegato della Stretto di Messina Spa, l'uomo che ha cominciato la semi-concretizzazione (sempre e solo sulla carta, tanta carta) del progetto ''Ponte'', subentrando a Vincenzo Pozzi, dimessosi con l'intero consiglio dopo la sfiducia resa pubblica dal ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro, che già in precedenza aveva chiesto il commissariamento della società denunciando anche alla Procura presunti illeciti legati ai bilanci. Con questo assorbimento i dirigenti dello Stretto, prima controllati da Anas, saranno le entità che controlleranno le concessionarie statali, come Autostrade SpA, con un vero capovolgimento dei ruoli.
Per quanto riguarda poi le istruttorie per gli appalti già intraprese, affidate ad un consorzio guidato da Impregilo, che a suo tempo aveva stretto collaborazioni con i Benetton, verrà chiuso il progetto esecutivo con la spesa di qualche centinaio di milioni in altre opere, per poi terminare definitivamente i procedimenti. L'evento più interessante però riguarda il finanziamento dell'opera, che assieme ad investitori esteri, era per il 40% costituita da fondi statali, circa 1,4 miliardi di euro, derivanti dalla privatizzazione delle imprese dell'Iri e rifluiti nelle casse della Fintecna dopo che la Holding ha incorporato al suo interno la vecchia struttura statale. L'allora presidente Prato, vincolò circa 2,5 miliardi di euro agli aumenti di capitale della controllata Stretto Spa, partecipata poi , per cui i soldi dell'Iri erano, e sono tutt'ora, destinati dunque al raggiungimento di quell'obiettivo.
Mettere un punto fermo alla faccenda del Ponte significa ora anche la possibilità per il Tesoro di prendere possesso di quei soldi, deliberando ad esempio la distribuzione di maxidividendi, essendo la Fintecna una partecipata statale. In tal modo potrà davvero dirsi che la discussione Ponte sullo Stretto perda di importanza, o almeno che decada il procedimento di costruzione iniziato in questi lunghi anni. Dopo che le grandi imprese italiane sono state svendute e la loro italianità sostituita dai grandi Marchi, ora la ex Iri dà quei soldi ai guardiani delle Lobbies, che lo vogliono non per saldare i problemi dei conti pubblici ma per boicottare definitivamente il progetto.
È chiaro che la lobbies del No sul Ponte, la stessa che trovava larghi consensi in seno alla Commissione Europea, abbia preso determinate basi di potere, mentre quelle spodestate ora stanno cercando di resistere, mediante proteste e scorribande in Parlamento. La Regione Sicilia ha infatti proposto di indire un referendum onde siano gli stessi isolani ad esprimente la loro opinione sul Ponte dello Stretto. Il Presidente Cuffaro, nonostante le sue accuse e i suoi processi, è ancora sceso nelle piazze per far sollevare i propri cittadini contro un'iniziativa sulla quale Cuffaro vanta sicuramente un conflitto di interesse. Quando nel 2002 intendeva promulgare il Federalismo Fiscale in Sicilia, l'unica riforma che effettivamente non si fa per portare al federalismo, e che allora poneva un aggravio delle aliquote in funzione dell'utilizzo dei gasdotti posti sul territorio siciliano, come una sorta di remunerazione per l'utilizzo del terreno e usurpazione del paesaggio ambientalistico, Cuffaro fu inquisito come un mafioso. Ora che intende portare avanti questo contrasto con il Governo centrale, cosa potrà ancora accadergli?
La lobby di cui Prodi e soci si fanno degni rappresentanti, vuole oggi mettere le mani sui soldi del Ponte, che poi sono dell'Iri che loro stessi hanno ammazzato, per finanziare la Tav. L'Alta Velocità sul V Corridoio, è una delle grandi opere più importanti sulla scena comunitaria, è quella che porterà merci e beni da una parte all'altra d'Europa. Per tale motivo stanno preparando tutte le condizioni per poter, anche in futuro una posizione di potere ben consolidata, come l'intenzione di toglierebbe la Tav dalla Legge obiettivo regionale e portarlo sotto la competenza dello stato, per poi arrivare ad unico referendum che risolva il problema della resistenza delle comunità locali all'insediamento delle infrastrutture. Per quanto possa ritenere assurda l'idea, l'Italia occupa in questi mesi una grandissima importanza perché distendendosi sul Mediterraneo, affacciandosi ai due mari, e dunque a due mercati, diventa un territorio chiave da occupare se non si vuole che accada di peggio. Infatti i traffici nel mediterraneo sono, nel bene o nel male, destinate da aumentare così come il controllo delle rotte che provengono dalle terre d'Oriente, dalla Cina passando da Suez e dalla Turchia con tappa Malta, sulla quale c'è il grande progetto dell'Iterporto del Mediterraneo. Allo stesso tempo cercheranno di favorire lo sviluppo dei porti italiani, ossia della loro ristrutturazione sponsorizzata da enti privati che diverranno anhe i concessionari.
Tra i progetti che più attira vi è proprio l'Interporto di Gela, ora in mano a delle piccole ed oneste imprese, ma che presto si trasformerà in un importante punto di smistamento di containers all'interno del Mediterraneo.
Le merci riscoprono anche le rotte fluviali che da Rotterdam, attraversando Austria, Ungheria e Balcani, portano sino al Mar Nero, nello sviluppo del Corridoio 7, che vede transitare nel porto di Ratisbona più di 7 milioni di tonnellate di merci.
La rotta delle merci è ora la chiave per uno sviluppo economico del futuro, ma se oggi saranno le banche e le multinazionali ad impossessarsene grazie all'ottimo ingaggio del nostro governo, saranno le vie della nuova usura. In maniera silenziosa e invisibile stanno muovendo le carte giuste, ed eventi simili alla polemica tra Giavazzi e Padoa-Schioppa sono fine a se stesse perché non vanno ad alterare quel meccanismo, anzi semmai lo accelerano, lo favoriscono perché ne fanno parte. La creazione di un casus belli contro Padoa-Schioppa potrebbe creare la finta sicurezza che i nostri politici hanno la situazione sotto controllo, ma ora come ora non vi è nulla di più sbagliato, perché sono in balia dei terroristi. L'esito della missione in Libano influirà anche sui piani delle infrastrutture, sui decreti per la liberalizzazione dell'Energia, sugli accordi e le fusioni che interessano le nostre grandi società di trasporto. Dopo l'opposizione della Commissione alla fusione Gdf-Suez, si sta rivalutando l'Opa intentata da Enel nel mese di febbraio, forse una vera moneta di scambio della flotta aerea cargo dell'Alitalia, che tanto interessa ad Air France. Così il caso di Autostrade è ancora al vaglio dei commissari comunitari, ma certamente le premesse di Abertis non sono di buon auspicio, perchè lasciano trasparire una forte convinzione di vittoria. La missione in Libano ha un grande obiettivo, quello di garantire l'approvviggionamento di energia in questo inverno, nonchè di proteggere gli interessi di Eni sul gasdotto che dalla Turchia giungerà sino al Mar Rosso. I Ladroni stanno rubando e stanno costruendo la tomba tecnologica dell'Italia, che sarà ancora per molto tempo incatenata dagli investimenti in tecnologie obsolete.
Tratto dal sito di Etleboro
|
|
 |
|
|
|
 |
| Gela,16 Marzo 2007
|

FELICE RITORNO NELLA TUA CITTA' DI GELA " FRANCESCO ARENA " TECNICO ENI
Il presidente dell'ASSOCIAZIONE INTERPORTO di Gela, Dott. Marco Fasulo, assieme alle categorie portuali da un caloroso benvenuto al nostro concittadino. Sarebbe bene che il SINDACO di concerto con sua Eccellenza il Prefetto e le Autorità proclamino un giorno di Festa nella città di Gela, festeggiando tale eccezzionale evento presso lo stabilimento ENI.
|
|
 |
|
|
|
 |
| Gela, 16 Marzo 2007
|
.jpg)
LA MAFIA NON VUOLE L’INTERPORTO PORTATORE DI BENESSERE E LEGALITA’
Il responsabile del progetto INTERPORTO incaricato a relazionarsi con gli uffici dell’Urbanistica e del Territorio del Comune di Gela è stato in data di ieri minacciato con delle telefonate anonime una ricevuta senza interlocuzione e l’altra ricevuta dove l’interlocutore sconosciuto con toni minacciosi diceva “ LASCIA PERDERE LA POLITICA E L’INTERPORTO. “ Nel condannare tale spregevole ed ignobile gesto, rinnoviamo il nostro incondizionato appoggio al nostro responsabile Geom. Francesco Agati, il quale con il suo operato da onesto e laborioso cittadino diventa il punto di riferimento di tanti Giovani che desiderano operare nella trasparenza e nella legalità senza essere condizionati dai POTERI MAFIOSI ED OCCULTI che hanno fatto di Gela in passato territorio di Guerra
|
|
 |
|
|
|
 |
| Gela,15 Marzo 2007
|

LIBERAZIONE DEL TECNICO ENI “ FRANCESCO ARENA “
Si esprime grande soddisfazione per la liberazione del tecnico “ ARENA “ residente a Gela e dipendente del Gruppo ENI in Nigeria.- Ci complimentiamo inoltre per l’ottimo lavoro svolto dal Governo Italiano e dal Ministro competente che hanno fatto sì che ARENA venisse liberato. Precisiamo che il nostro concittadino per mantenere la propria famiglia onestamente e dignitosamente ha rischiato la propria Vita in un territorio ostile. L’ INTERPORTO invita il SINDACO e la DIREZIONE ENI a ricevere all’aeroporto di Ciampino il nostro concittadino con tutti gli onori che gli spettano
|
|
 |
|
|
|
 |
| Gela,26 Febbraio 2007
|
Il nostro Ente sosterrà con forza tutti quei partiti politici che sposeranno il nostro programma per il rilancio dell'economia marittima nel Golfo di Gela:
- Costruzione del Nuovo Porto Rifugio di Gela
- Creazione dell'Ente Porto di Gela
- Creazione dell'Ufficio Principale di Dogana
- Creazione dell'Ufficio Principale di Sanità Marittima
- Creazione dell'Interporto nel Golfo di Gela quale punto di Transhipment di Containers
I suddetti progetti creeranno migliaia di posti di lavoro e saranno l'alternativa concreta al futuro sviluppo economico del nostro territorio Gelese e delle provincie di Caltanissetta, Agrigento, Ragusa ed Enna. Siamo stanchi di sentire solo promesse e vedere le grandi opere che si realizzano al Nord Italia. Oggi diciamo basta e vogliamo che il Governo Nazionale e Regionale si accorgano che esistono realtà come quelle del Territorio di Gela che oggi servono al lor signori solo come un grande e generoso serbatoio di Voti.
Dichiarazione rilasciata oggi dal Dott. Marco Fasulo Presidente INTERPORTO del Golfo di Gela
|
|
 |
|
|
|
 |
| Gela, 1 Febbraio 2007
|
|
Risposte urgenti sul porto di Gela
Dopo la variante al progetto. L’Associazione interporto: «La nostra economia rischia il disastro»
Il progetto del nuovo porto ha ottenuto una valutazione di impatto ambientale positiva ma bisognerà apportare una variante al progetto per evitare l’insabbiamento del porto. Se questa modifica non si effettuerà entro gennaio 2007 e per quella data il progetto non avrà completato l’iter autorizzativo, i finanziamenti del porto rifugio verranno stornati per altre opere portuali in Sicilia. Queste notizie vengono diffuse dall’ASSO INTERPORTO del Golfo che ha lanciato l’Sos porto perché si rischia l’ennesimo scippo alla città. Di diverso tenore le notizie fornite dal sindaco Crocetta di ritorno venerdì da Palermo: vero è che il progetto deve subire una modifica ma questa si farà entro un mese al massimo e poi subito la gara. L’associazione invece sente puzza di bruciato attorno al progetto e lancia l’allarme. Quei soldi fanno gola a tanti, e mentre Gela dorme e litiga altre città ne approfittano. E’ già successo. «Chiediamo che entro 48 ore i nostri politici diano risposte sul progetto del porto - ha detto il Dott. Marco Fasulo presidente dell'Ente INTERPORTO del Golfo di Gela altrimenti organizzeremo una manifestazione di protesta contro una vergognosa situazione creata ad arte dai soliti nemici di Gela e dalla classe politica assente verso i problemi della città». Il presidente ha fatto infine rimarcare: «Invitiamo la cittadinanza ad aderire alla manifestazione che sarà organizzata in caso di risposta negativa. Se non avremo il porto perderemo il treno del 2010, anno di inizio del libero mercato. Gela e la provincia saranno tagliate fuori da tutti i grossi traffici economici mediterranei. Sarà un disastro per la nostra economia». Il progetto del porto ha copertura finanziaria per il 2002 per un importo complessivo di 67.139.396,68 euro. Sull’argomento porto è intervenuto anche Orazio Consiglio che ha scritto al Ministro di Pietro ed a varie autorità. Consiglio ha denunciato che la variante richiesta ora significa che il progetto dovrà ritornare al Genio civile opere marittime e potrebbe insabbiarsi nelle scartoffie degli uffici palermitani

|
|
|
 |
|
|
|
 |
| Gela, 15 Gennaio 2007
|

Notizia del 15/01/2007
Porto di Gela scippato dai soliti mercanti di Schiavi
Lettera inviata a tutte le Istituzioni Locali-Provinciali-Regionali-Nazionali e a tutti gli organi d'informazione
Riceviamo notizie che contrastano tra di esse, e questo è tipico dei soliti politicanti che tutto dicono ma nulla fanno. La città di Gela e il suo porto sono in agonia economica comatosa e accanto al suo letto di morte si avvicinano i becchini per rastrellare sacche di voti nella imminente tornata elettorale, gli usurai per depredare le ultime risorse economiche, le banche per riprendersi i soldi prestati applicando i loro tassi di interesse, gli avvocati e i notai per predisporre le ultime volontà e i preti per dare l’estrema unzione e l’ultimo saluto. Gli imprenditori Gelesi operanti nel settore marittimo e non, oramai stanchi, ritengono che l’unica soluzione è trasferirsi in altre città più vivibili e con maggiori risorse economiche per non rimanere in uno stato di perenne bisogno e non siano prede del pizzo e di usurai senza scrupoli dominatori incotrastati della locale economia e per non sentirsi calpestati nella loro dignità di uomini ed imprenditori onesti e liberi. Fuori dal tempio i mercanti della politica, gli impostori e i nemici della città di Gela che tutto vogliono tranne il suo benessere economico e la vera legalità. I poteri forti ed occulti con l’inesistenza di una classe politica locale reattiva stanno razziando incontrastati in città le poche risorse economiche rimaste. Il porto di Gela ha già ottenuto 68 milioni di euro con la finanziaria del 2001 per il potenziamento del nuovo porto rifugio di Gela. Tale finanziamento è scaturito dall’esigenza che il porto di Gela mantiene, i suoi bassi fondali e che superato tale inconveniente tecnico permetterebbe l’approdo di navi da crociera e traghetti per rilanciare il nostro comatoso settore turistico, il settore commerciale e il settore portuale. Grazie al disinteresse totale della locale classe politica, i finanziamenti già ottenuti per dare respiro ad un’economia boccheggiante, sono già stati dirottati verso altri siti portuali come da noi precedentemente denunciato pubblicamente. Tutto ciò preclude ad una escalation di soggetti malavitosi (i quali hanno tanto denaro derivato da fonti logicamente illecite) che con la scusante della mancanza di lavoro assumono manovalanza di soggetti indigenti che divendono facili prede dei LOCALI POTERI MAFIOSI. Lo sviluppo economico è lo sposo ideale della legalità e dell’antimafia !!!! Povera città di Gela, in quali mani occulte e bramose di potere è finita !!! I nostri politici sanno fare tante chiacchiere ma niente fatti. Il Comitato d’emergenza del porto di Gela, di concerto con l’Associazione Interporto e l’Associazione ASIAG rivolge un accorato appello agli indirizzari in epigrafe quali garanti dello sviluppo economico e della legalità, perché Gela abbia il finanziamento già assegnatole per non continuare a morire di mafia e di disordine pubblico,cause principali del dissesto economico e sociale della nostra amata città, piena di risorse e di bellezze naturali.
|
|
 |
|
|
|
 |
| Gela,2 Gennaio 2007
|
_0605.JPG)
Nel porto di Gela operano i soliti servizi portuali che si tramandano da padre in figlio senza dare spazio a nessuno e in questa esclusiva e riservata cerchia di imprese marittime vi è anche il servizio di Agenzia Marittima dove vi è un'agenzia marittima che la fa da padrona in barba al libero mercato, infatti la stessa Agenzia Marittima ha quasi il 77% dell'intero traffico mercantile del Porto di Gela. Non esiste concorrenza nel porto di Gela, esiste solamente l'oligopolio riservato a pochi fortunati e privilegiati. Guai a chi tocca questa Casta di INTOCCABILI che opera nel porto di Gela o chi osa pretendere queste ambite e prestigiose poltrone riservate a pochi e cosa gravissima sempre ai soliti personaggi. Se anche a Gela ci fosse il libero mercato, allora potremmo assistere ad un incremento del traffico marittimo e potremmo aspirare alla creazione di nuovi posti di lavoro necessari in un territorio dove la MAFIA è la padrona incontrastata.
|
|
 |
|
|
|
 |
| Le Havre, 16 Dicembre 2006
|
La Cina nei porti italiani: una colonializzazione intelligente
La Cina sbarca nei porti Europei, seguendo l'antica rotta delle Compagnie delle Indie Orientali per dar di nuovo vita a quello che è stato il motore della prima rivoluzione industriale europea.
Una delegazione di cinquecento rappresentanti di circa 300 imprese cinesi ed europee è stata accolta nel porto de Le Havre, per la prima grande convention di affari asiatici. Come nel XVII secolo, le navi francesi facevano rotta verso i mercati asiatici per importare tè, porcellana e seta, così oggi due navi al giorno partono o arrivano dalla Cina, movimentando 310 000 container in anno, circa il 17% del traffico totale di container. L'obiettivo del meeting è stato infatti quello di favorire gli scambi e sviluppare delle cooperazioni tali da permettere di raggiungere un traffico di 4 o 6 milioni di container sino al 2010, garantendo sia una moltiplicazione delle rotte che quantitativo importato.
Tuttavia, la conquista de Le Havre non è né la prima, né la più importante tra quelle raggiunte dalle imprese cinesi, considerando che la meta più gettonata delle merci del mercato orientale è proprio l'Italia con i suoi porti del Mediterraneo. Il vero contatto tra questi due emisferi sono proprio i porti, da lì che hanno inizio delle relazioni commerciali e diplomatiche tra Occidente ed Oriente, tale che la conquista del mercato europeo passa proprio attraverso i moli di Gioia Tauro, di Palermo e infine di Napoli. Oggi Napoli rappresenta il vero crocevia europeo delle merci cinesi, con il suo 20% di movimentazione dell'importazioni nazionali e il suo 70% a livello europeo, prima di subire il trasbordo verso i mercati nord-europei. All'interno della sua struttura il più grande armatore statale cinese, la Cosco, ha in gestione il più grande terminal per container, assieme alla svizzera Msc, assorbendo quasi tutto il traffico in transito nel centro campano. Allo stesso modo, La Conateco, società partecipata al 50 per cento da Cosco e Msc, ha ottenuto la concessione per 50 anni del Terminal Levante, per continuare così ad investire nel porto campano che, connettendosi agli interporti circostanti, diventerà un colosso infrastrutturale nel sistema logistico del Mediterraneo. Accanto a questa presa di potere logistico all'interno del Porto di Napoli, si stanno attivando delle relazioni istituzionali tra la Regione Campania e alcune regioni cinesi, che si tradurranno in commesse per le imprese italiane per vari progetti volti al recupero urbanistico, al consolidamento di distretti industriali internazionalizzati, al settore logistico e dei trasporti con commesse per gli armatori. Il tessuto produttivo campano, costituito da una miriade di piccole e medie imprese, con i suoi distretti industriali e i suoi consorzi, cerca in questo ponte con la Cina non solo un mercato di importazione per le materie prime, ma anche uno sbocco per i semilavorati o i manufatti. Un' iniziativa questa portata avanti proprio da una rappresentanza integrata ed orizzontale delle imprese che lavorano nei distretti, che si sono affacciati al nuovo mercato né come meri acquirenti, né come produttori che colonializzano. L'internazionalizzazione delle piccole imprese regolata e votata all'arricchimento reciproco, rappresenta un'importante componente di sostegno all'economia fatta di piccole imprese e di lotta al dumping e alla concorrenza sleale.
L'interesse della Cina per i porti europei viene coltivato da molti anni, e le relazioni alla base delle cooperazioni sono complesse e integrate con altri settori economici, e non confinate nel semplice scambio di merce. Le imprese cinesi tendono a vendere i propri manufatti ai mercati che hanno deficit di produzione, ma allo stesso tempo si impegnano a costruire delle cooperazioni per la ricerca o lo sviluppo, per le università in modo da tale da importare saperi, intelligenze e professioni. Vengono costituite corpose delegazioni che seguono il mercato europeo non come una colonia, come spesso viene detto usando impropriamente tale parola, ma come partner di un reciproco scambio di beni e servizi. Di fatti, le manovre speculative delle multinazionali che hanno tentato di penetrare e poi invadere il mercato cinese hanno avuto la dura dimostrazione che il furto dei saperi è molto più strategico dello sfruttamento della manodopera.
Il surplus delle risorse cinesi è ovviamente la discriminante di tale rapporto di merci a fronte di saperi, mentre la deregolamentazione del commercio e dei mercati rappresenta una variabile che provoca distorsioni e danneggia l'economia del paese acquirente o venditore. Questa è responsabilità delle autorità portuali, delle Agenzie delle Dogane e dello stesso Governo che deve regolamentare gli scambi, senza cadere nel protezionismo o nel liberalismo, entrambi patologie del sistema economico. Oggi la Cina è divenuta una potenza mondiale, facendo del suo surplus della bilancia commerciale e dunque della sua ampia scorta di valuta, un'arma con cui presentarsi alla corte del Wto, dell'Onu e dell'America, ma questo perché sono state le multinazionali che hanno abusato di un'economia per trarne vantaggio. Compromettendo quell'equilibrio hanno in certo senso decretato anche il crollo di un sistema, come quello capitalistico, votato alla speculazione e non alla coltivazione delle cooperazioni.
Tratto dal sito www.etleboro.com
|
|
 |
|
|
|
 |
| Roma, 10 ottobre 2006
|
.jpg)  .JPG)
|
Legislatura 15 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-00676
|
|
Atto n. 4-00676 Interrogazione con risposta scritta Roma, Pubblicato il 10 ottobre 2006 Seduta n. 49
Sen. FABIO GIAMBRONE - Ai Ministri delle infrastrutture, dell'interno, dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e del lavoro e della previdenza sociale. -
Premesso che: la città di Gela attende ormai da quindici anni la realizzazione del nuovo porto commerciale; il progetto, del costo di 67 milioni di euro, è stato licenziato sin dal marzo 2003 dal Genio civile opere marittime di Palermo e trasmesso all'Assessorato regionale ai lavori pubblici; il Ministro dell'ambiente, al quale era stato inviato il progetto, dopo averlo esaminato, lo ha ritrasmesso, nel giugno del 2004, all'Assessorato ai lavori pubblici di Palermo, perché non necessitava della valutazione dell'impatto ambientale; da quella data si è persa ogni traccia del progetto, con il rischio che possa essere revocato il finanziamento per scadenza dei termini previsti dalle normative; la città di Gela ha uno dei più alti tassi di disoccupazione d'Italia e la realizzazione dell'opera creerebbe circa 2.000 nuovi posti di lavoro, risollevando le sorti delle disastrata economia locale, rinnovando nei cittadini la fiducia nelle istituzioni, viste le enormi difficoltà a cui sono sottoposti i gelesi onesti, dovute alla criminalità che, soprattutto di notte, rende invivibile la città; il porto di Gela si trova ad un'ora circa di navigazione dal canale di Sicilia, una delle più grandi autostrade del mare di tutto il mondo, crocevia e rotta di decine di migliaia di unità navali, ma, paradossalmente, neanche una di queste unità navali vi può approdare, poiché l'area portuale non è dotata dei servizi essenziali ed idonei per i loro rifornimenti; Gela è già dotata di un pontile, ex Agip e oggi pubblico, lungo tre chilometri, con un pescaggio di 30 piedi, ove è possibile ospitare navi container e, con opportune modifiche, potrebbe consentire il traffico marittimo alle grandi navi container ed attivare il transhipment dei container provenienti da tutto il mondo, permettendo così una graduale riconversione occupazionale anche degli attuali posti di lavoro, in previsione della chiusura della raffineria; le aree dismesse della raffineria di Gela sono ideali per far nascere l'area intermodale per i terminal container, poiché sono dotate di linea ferroviaria, centrale elettrica, strade e spazi necessari per le esigenze del trasporto intermodale e, rimodellando, con una spesa esigua, il pontile ex Agip si potrebbero creare gli ormeggi per le grandi navi container che coprono le rotte intercontinentali, l'interrogante chiede di conoscere: che cosa risulti in merito ai Ministri in indirizzo; se non si ritenga opportuno adottare le misure necessarie alla realizzazione delle suddette opere, vista la necessità di dare stabilità al fragile tessuto sociale ed economico della città di Gela; altresì, se non si intenda potenziare le Forze dell'ordine per combattere con maggiore fermezza la criminalità a Gela.
|
|
 |
|
|
|
 |
|
|
Nessuna parte di questo sito può essere riprodotta , anche parzialmente, senza il permesso scritto da parte dell'autore. Sito internet con aggiornamenti aperiodici non a scopo di lucro,non rientrante nella categoria di Prodotto Editoriale secondo la Legge 7 marzo 2001, n. 62. Per informazioni visitare il sito Interlex.
|
|
 |
|
|
|
|
|
|
|
|